E abituarsi non vuol dire stare meglio. Vuol dire solo smettere di farci caso.
Ogni mattina alle 8, 350 donne in Italia praticano con me una routine di vitalità della Medicina Tradizionale Cinese per tornare a una vita normale, con più energia, più slancio, più libertà di movimento e più vitalità. Trenta minuti, 100% naturale e senza uscire di casa.
Ed ecco cosa mi raccontano queste 350 donne dopo qualche giorno con me...
Sono cose piccole. E sono proprio quelle che si smette di fare senza accorgersene.
Non si tratta di non sentire più niente.
Si tratta di tornare a farcela.
Il Club non cura e non tratta nessuna di queste condizioni. È una pratica quotidiana di benessere e di attenzione a sé, che si affianca a quello che già fai con il tuo medico, senza prenderne il posto.
E se hai più di 60 anni: la pratica si fa da seduta, senza sforzo e senza scendere a terra.
Hai imparato a non parlarne. Ma il tuo corpo non ha imparato a stare zitto.
Ti avvisa quando scendi dal letto e il ginocchio ci mette un po' a rispondere. Quando la mano non ha la forza di aprire il barattolo. Quando ti fermi a metà scala e dici che era solo per riprendere fiato.
E ti avvisa in un modo che nessuno ti ha mai spiegato: ci sono giorni in cui fa più male e giorni in cui fa meno male. Ci sono settimane in cui riesci a fare tutta la casa, e settimane in cui solo a pensarci ti stanchi. Ci sono giorni in cui manca l'energia perfino per uscire.
Se fosse solo l'età, sarebbe uguale tutti i giorni.
E invece no.
Più sotto ti spiego perché. Prima, però, devo parlarti di quello che ti hanno detto.
Sai già cosa è diventata questa frase nella vita di tutti i giorni.
Chi smette di cercare adatta la vita al dolore senza accorgersene. Prima rinuncia a quella scala. Poi dice di no all'invito per una passeggiata. Poi chiede a qualcuno di aprirle il barattolo.
Niente di tutto questo succede all'improvviso. Ma succede tutto.
Però non hai smesso di cercare per pigrizia. Hai smesso perché ci hai provato. E ci hai provato tanto.
L'antinfiammatorio, quello che prendi sperando che lo stomaco non se ne accorga. La fisioterapia, un ciclo intero: un po' meglio, e poi daccapo. Le infiltrazioni. Il collagene, gli integratori per le articolazioni. I massaggi, la chiropratica, l'osteopatia. La ginocchiera, la fascia, i plantari. La ginnastica che hai fatto per due settimane.
E poi arriva la domanda che fa male: perché niente di tutto questo ha risolto?
Non è stata mancanza di impegno da parte tua. Guarda cosa hanno in comune tutti questi tentativi.
Agisce la pastiglia, agisce l'apparecchio, agisce il fisioterapista. E tu aspetti che passi.
Finisce il ciclo, finisce la scatola, finisce l'effetto. E torni a casa con lo stesso corpo e con la stessa mattina di domani.
Non sei tu ad aver fallito.
Erano loro ad andarsene.
E non lo so perché l'ho studiato. Lo so perché l'ho vissuto.
Sono Rosemery Vidal. Sono nata con una lussazione congenita all'anca e ho un'artrosi avanzata. Non ho mai avuto una vita senza dolore. Mai. Per fare qualsiasi cosa, dipendevo dai farmaci.
E più di una volta i medici mi hanno detto: “Dobbiamo operare. E anche così non starà bene al cento per cento. Deve imparare a convivere con questi dolori.”
Ho preso una decisione che era mia, e non ti sto dicendo di prendere la stessa. Nessuna scelta sulle tue cure dovrebbe nascere da una pagina su internet. Ma io ho deciso, prima di tutto, di andare a cercare una spiegazione migliore.
Ho studiato Medicina Tradizionale Cinese e mi sono formata in Vietnam, in Perù, in Brasile e qui in Italia. E l'ho trovata.
E questa spiegazione risponde alla domanda dell'inizio.
Pensa a una qualsiasi delle cose di quella lista più su.
Se hai l'artrosi, il ginocchio ieri era consumato e oggi è consumato, esattamente allo stesso modo. La cartilagine non si consuma in ventiquattro ore. Se hai l'artrite o la fibromialgia, la diagnosi è la stessa il lunedì e il mercoledì. Se sei in menopausa, non è cominciata né finita stanotte.
Eppure ci sono notti in cui dormi e notti in cui no. Giorni in cui ti fa male la testa e giorni in cui no. Mattine in cui ti svegli piena di energia e mattine in cui ti alzi solo perché devi. E se senti semplicemente dolore o stanchezza, senza un nome preciso, anche il tuo corpo non è diventato un altro durante la notte.
La tua diagnosi spiega il terreno.
Non spiega la tua giornata.
La differenza tra lunedì e mercoledì non sta nella tua diagnosi. Sta in una cosa che la Medicina Tradizionale Cinese osserva da cinquemila anni, e che si dice in poche parole:
Dove non scorre, fa male.
Quando qualcosa smette di scorrere in un punto del corpo, quel punto fa male, si irrigidisce, diventa freddo e si stanca prima.
Il tuo dolore cambia. Quindi risponde a ciò che cambia.
Nessuno può cancellare l'usura, e io non te lo prometterò. Ma l'usura è il terreno. Non è mai stata l'unica cosa a decidere come sarà la tua giornata.
Perché sei stata ferma per otto ore. Otto ore senza circolare. Non è l'età a bloccarti la mattina: è una notte intera di immobilità. La prova è semplice: dopo che hai camminato un po' per casa, ti sciogli. Se migliora quando ti muovi, allora quello che mancava era il movimento.
Un corpo in cui le cose non circolano bene non riposa davvero. Resta solo sdraiato.
Non è pigrizia e non è l'età. È che non arriva dove serve.
Il freddo chiude, contrae e rallenta ancora di più un corpo che già circolava poco.
Il dolore, il sonno che non riposa e la mancanza di energia non sono tre problemi separati. Sono tre segnali della stessa cosa.
E se quello che cambia, cambia ogni giorno, anche la risposta deve arrivare ogni giorno. Non una pastiglia. Non un ciclo di dieci sedute. Un gesto quotidiano, fatto da te.
Dal lunedì al venerdì, alle 8, vado in diretta. Trenta minuti di pratica guidata. Tu apri il cellulare e la fai insieme a me.
La mattina è quando il corpo sta uscendo dall'immobilità della notte. Non è un orario da agenda. È l'orario del corpo.
Senza aghi, senza apparecchi, senza comprare niente. Stimoli con le tue dita, che impari a ripetere da sola.
Su una sedia qualsiasi, senza scendere a terra e senza tuta da ginnastica. Va bene anche con ginocchio, anca o schiena bloccati.
È la ripetizione a fare la differenza, non l'intensità. Quello che cambia ogni giorno risponde solo a qualcosa che succede ogni giorno.
Alle 8 non ce l'hai fatta? La fai quando ti svegli più tardi, all'ora di pranzo, a metà pomeriggio. Nessuna resta fuori per colpa dell'orario.
Questo non lo trovi in un video su internet. Le informazioni non ti mancano. Ti manca qualcuno dall'altra parte, alle 8, che ti aspetta.
Continua con il tuo medico e con quello che ti ha indicato. Il Club non prende il posto di nessuno: ti accompagna la mattina.
È questo che sono venute a cercare. Ed è quasi sempre la stessa cosa.
Non si tratta di non sentire più niente.
Si tratta di tornare a farcela.
E non sono io a dirlo.
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Una mappa per ogni situazione. Ti fa male fuori orario? Cerchi quello che senti e lo fai subito, con le tue mani.
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Senza studiare e senza decidere niente. Devi solo seguire. E se alle 8 non puoi, la registrazione resta disponibile per 24 ore.
Sì, e va bene anche per chi sente dolore senza avere un nome preciso per quello che prova. La pratica non cambia la tua diagnosi: lavora su quello che cambia ogni giorno, come circolazione, movimento e rigidità. E continua con il tuo medico e con quello che ti ha indicato.
È la domanda che riceviamo più spesso. La pratica si fa da seduta, senza sforzo, senza bisogno di essere flessibile e senza scendere a terra. Se riesci ad alzare il braccio all'altezza del petto, riesci a seguire. E più a lungo un corpo è rimasto fermo, più ha da guadagnare quando torna a muoversi.
La registrazione dell'incontro resta disponibile per 24 ore. La fai quando sei libera: quando ti svegli più tardi, all'ora di pranzo, a metà pomeriggio. L'impegno è quotidiano; le 8 sono solo il nostro appuntamento in diretta.
Non serve. Appena entri, qualcuno ti scrive su WhatsApp e ti aiuta passo dopo passo, con calma.
No. Puoi praticare in pigiama e con la telecamera spenta. Nessuno ha bisogno di vederti.
No, e non deve. Le pratiche hanno finalità di benessere e di educazione all'autocura. Non sono diagnosi, cura o trattamento. Il Club accompagna il percorso che già segui; non ne prende il posto.
Nessuno. Non è agopuntura. Sono stimoli con le dita, movimento, respirazione e indicazioni sull'alimentazione.
Cambia molto da persona a persona e non promettiamo tempi. Alcune allieve raccontano di aver notato una differenza nei primi giorni, altre ci mettono di più. Sono esperienze individuali.
No. Nel Club segui e basta. Io parlo, tu fai.
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Succederà comunque. L'unica differenza è come sarà la tua mattina.
Gli stessi primi minuti. Il ginocchio che ci mette un po' a rispondere. La mano che non ha forza.
E la vita che continua ad adattarsi al dolore, un pochino alla volta.
Apri il cellulare e io ci sono. Insieme ad altre 350 donne che fanno la stessa cosa, alla stessa ora.
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Questa è una pratica. E la pratica chiede presenza.
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